| IL
BATTISTERO DI FIRENZE

L'origine del tempio dedicato a San Giovanni Battista, poi
patrono della città, è ancora incerta. La tradizione
vuole che sia stato fondato in epoca romana e dedicato al
dio Marte. Da questa area provenivano infatti alcuni sarcofagi,
oggi nel Museo dell'Opera del Duomo, e la famosa statua di
Marte che le cronache medievali ricordano all'imbocco del
Ponte Vecchio. Altri sostengono invece che l'edificio fosse
il Pretorio e la statua quella di un re barbarico.
Lo stesso Dante dichiarava il suo "bel
San Giovanni" (Inferno, canto XIX) edificio romano e
classico e in effetti gli scavi dell'ultimo secolo hanno rivelato
resti di costruzioni romane sotto il Battistero e sotto il
Duomo, sorti nell'area nord-est della prima cerchia di mura.
Su queste basi antiche andò certo a poggiare la fondazione
del primo San Giovanni, che si può collocare nel IV-V
secolo.
Alla costruzione paleocristiana, forse rimaneggiata o completata
nei primi decenni del VII secolo durante la dominazione longobarda,
appartengono l'impostazione ottagonale, i due ordini inferiori,
l'attico e l'imposta della cupola, ovvero la struttura architettonica
vera e propria.
La chiesa di San Giovanni entra ufficialmente
nella storia il 4 marzo 897, quando il conte palatino Amedeo,
inviato dell'Imperatore, siede sotto il portico davanti alla
"basilica di San Giovanni Battista" per amministrare
la giustizia. In questa data, evidentemente, la chiesa svolgeva
funzioni di cattedrale al posto di Santa Reparata. La seconda
data storica è quella del 6 novembre 1059, quando il
pontefice fiorentino Niccolò II, appena eletto, riconsacra
la basilica, che risulta di nuovo sede vescovile. Questa riconsacrazione
presuppone che il tempio sia stato trasformato radicalmente,
o forse ricostruito. Di certo fu completata la cupola a otto
spicchi, mentre sul lato ovest si collocava un'abside semicircolare
per ospitare l'altare: sugli altri lati si aprivano le tre
porte. Nel 1113 la chiesa accoglie la sepoltura del vescovo
Ranieri.
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